Tra il profumo del mare e i racconti sospesi nel vento, la Torre Pagliopoli si ergeva un tempo come sentinella pianura a ridosso del mare, vegliando dall’alto sull’antico porto di Portigliola. Conosciuta anche come Torre dei Corvi, era una delle torri della cerchia muraria dell'antica Locri Epizephiri che fu successivamente adattata a torre costiera durante il vicereame cinquecentesco dello spagnolo Don Pedro De Toledo. La sua solida struttura in pietra locale, dal profilo quadrangolare, dominava l’orizzonte marino, trasmettendo forza e imponenza a chiunque la osservasse.
Colpita dal violento terremoto del 1638 e infine piegata da quello del 1907, della torre oggi restano solo poche, preziose tracce: frammenti di mura che raccontano, silenziosi, secoli di resistenza, paura e speranza. Questi ruderi, immersi in un paesaggio sospeso tra cielo e mare, custodiscono la memoria di un territorio che ha saputo unire la sua anima marinara alla sua vocazione difensiva.
Visitare i resti della Torre Pagliopoli significa compiere un viaggio indietro nel tempo, sulle rotte che collegavano l’Oriente e l’Occidente, e riscoprire l’identità profonda di una costa che non ha mai smesso di guardare al mare come fonte di vita e di futuro.